RAMIFICAZIONI
A participatory project involving people in the probation system, Trapani, Sicily, 2024-2025.
This public artwork takes shape in one of Trapani’s most neglected areas—the Cappuccinelli district, near the former slaughterhouse—and involves individuals under the care of the ULEPE (Local Office for External Criminal Enforcement). Through their direct participation, a process of collective creation and urban regeneration unfolded, rooted in lived experience, vulnerability, and a shared desire for renewal. The result is a grounded, civic gesture that restores dignity to both people and place, and reaffirms the right to care—for memory, for spaces, for one another.
The ceramic tiles on the façade were created in workshops led with art therapist Vanni Quadrio. Each tile bears the imprint of branches and plants gathered on-site, offering a symbolic image of nature intertwining with architecture and reclaiming the city. The title Ramificazioni speaks to a process that is meant to grow outward.
This first intervention serves as a starting point—a central node from which the branches of future regeneration may spread, gradually reaching other parts of the neighborhood. In the meantime, local residents, students, and community groups have come together around a common goal: to reclaim a forgotten place and transform it into a space of shared meaning.
The project embraces the principles of community justice, an approach that reimagines punishment as a chance for dialogue, repair, and restitution—both symbolic and tangible. A mural, extending onto the ground, projects the imagined foliage of trees onto the vertical surfaces, turning the wall into a landscape of possibility. Dedicated to the memory of Judge Giangiacomo Ciaccio Montalto, murdered by the mafia in 1983, the work honors a courageous civic figure whose legacy continues to inspire new branches of justice and responsibility.
Ramificazioni è un intervento artistico partecipativo nel quartiere Cappuccinelli di Trapani, realizzato con il coinvolgimento degli utenti dell’ULEPE (Ufficio Locale di Esecuzione Penale Esterna).
L’opera si concentra sul recupero di aree a ridosso dell’ex Mattatoio e sull’installazione, su un edificio di edilizia popolare, di ceramiche con impronte vegetali realizzate nei laboratori condotti insieme all’artista e arteterapeuta Vanni Quadrio.
Il risultato è una traccia visibile che restituisce dignità a un luogo dimenticato, aprendo la strada a una rinascita collettiva.
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L’opera nasce da un processo condiviso che, attraverso le esperienze laboratoriali, ha intrecciato percorsi personali e desiderio di riscatto, trasformandosi in un gesto pubblico capace di riaffermare il diritto alla cura della memoria, degli spazi e delle relazioni.
Le ceramiche custodiscono l’impronta di rami e arbusti raccolti sul posto. Nel corso di queste attività i partecipanti si sono messi in gioco, sperimentando tecniche artistiche e condividendo un’esperienza creativa che restituisce alla città un’immagine simbolica della natura che rinasce e si intreccia con l’architettura.
Il titolo Ramificazioni allude a un processo in espansione: da questo primo nucleo generativo si irradiano idealmente i rami di una rigenerazione futura, che potrà coinvolgere altre aree del quartiere. Intanto, abitanti, studenti e realtà locali si sono uniti per restituire alla comunità uno spazio abbandonato, trasformandolo in luogo condiviso.
Il progetto si fonda sui principi della giustizia di comunità, trasformando la pena in occasione di riparazione, dialogo e restituzione simbolica e concreta verso la collettività. Il disegno murale scende sino a terra e si apre sulla piazza, trasformando l’intervento in un nucleo generativo, un centro simbolico da cui si diramano idealmente nuove “ramificazioni”.
L’intervento rientra nel progetto Patto di Comunità, promosso dall’ULEPE di Trapani – Ministero della Giustizia e dalla Cooperativa Solidalia, con il patrocinio dell’Assessorato ai Servizi Sociali del Comune di Trapani.
L’opera è dedicata alla memoria del giudice Giangiacomo Ciaccio Montalto, assassinato dalla mafia nel 1983: una figura civile e coraggiosa, la cui eredità continua a generare ramificazioni di giustizia e impegno.