LA ROBA

Museo dell’Immaginario Verghiano, Vizzini, Sicily

“La roba” is a residency project developed in Vizzini, inside the Museo dell’Immaginario Verghiano — the museum dedicated to the Sicilian writer Giovanni Verga, a central figure of Italian literature. In Verga’s work, roba refers to “one’s belongings”, the things a person accumulates and clings to. This project reinterprets that idea: from “roba” as personal possession to “roba” as a shared narrative emerging from the objects people live with. 

Through community workshops and performances, participants brought objects from their daily lives and shared the memories attached to them. These objects became catalysts for dialogue, turning individual stories into a collective memory. The final installation presents drawings, notes and collected stories in an intimate, analogue form: two monitors displaying the material like pages laid open inside an intimate study space. La roba reveals how personal experience can take root in the collective, and how relationships form when stories are brought into the open.

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The project reinterprets Verga’s idea of “roba” not as a symbol of isolation, but as an opportunity to activate relationships. Objects brought by participants during the workshops became catalysts: discreet witnesses that, once narrated, transformed individual memory into a shared story. Verga’s world — marked by the tension toward possession — becomes a lens for recognising the opposite: the possibility that objects, once brought into the open, become bonds rather than barriers. In this way, another kind of richness emerges in the present: one that grows when an experience moves from one person to another and returns to nourish the community. 

The residency unfolded through workshops involving civic associations, informal groups, teachers and several high-school classes. Participants brought an object from their own lives and shared the experiences held within it. This encounter between people and things opened emotional and narrative passages, allowing a collective memory — previously unspoken — to surface. 

The final exhibition presents the drawings, sketches and notes gathered throughout the process: traces of a work that brought memories to light, created relationships and generated shared time. La roba reveals how individual strength can take root in the collective, and how what truly belongs to us takes form when we are willing to listen, to evoke, and to be present with one another.

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The project is part of MiR – Musei in Rete, a program promoted by Fondazione MeNO to strengthen the network of municipal museums in Sicily. MiR enhances small museums as spaces of relationship and participation, placing the bond between territory and community at the center. The residency at the Museo dell’Immaginario Verghiano is part of this broader framework of collaboration and shared cultural renewal. 

Project collaborator: Benedetta Addamo 

Photo creditsGabriele Cafici, GGD, Ludovica Fraschilla, Benedetta Addamo 

 

La roba indaga l’eredità di Giovanni Verga come presenza tangibile nella vita quotidiana di Vizzini. In un territorio che porta ancora i segni della sua lingua e del suo mondo, il progetto parte da un passaggio decisivo: dalla roba intesa come accumulo individuale (ciò che isola, pesa, trattiene) alla roba come insieme di storie ed esperienze condivise, capaci di generare relazione.
Attraverso incontri, performance e laboratori con la comunità, il lavoro esplora il legame tra persone e cose, raccogliendo disegni e storie e mettendo in circuito esperienze, generando connessioni inattese. L’installazione finale riunisce questi materiali in una forma intima e analogica: due monitor che mostrano disegni, appunti e racconti, come pagine aperte di uno studiolo contemporaneo.

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Il progetto ha riletto la “roba” verghiana non più come segno di isolamento, ma come occasione per attivare relazioni. Gli oggetti — portati dai partecipanti durante i laboratori — sono diventati catalizzatori: testimoni discreti che, una volta raccontati, hanno trasformato la memoria individuale in un racconto collettivo.

L’immaginario verghiano, con la sua ossessione per il possesso, si è così trasformato in una lente per riconoscere l’opposto: la possibilità che gli oggetti, una volta portati alla luce e narrati, diventino legami, non barriere. Un modo per far riaffiorare nei gesti e nelle storie del presente un’altra idea di ricchezza: quella che nasce quando un’esperienza passa da una persona all’altra e torna ad arricchire la comunità.

La residenza ha attivato un percorso laboratoriale che ha coinvolto associazioni cittadine, gruppi informali, insegnanti e alcune classi del liceo. Durante gli incontri, i partecipanti hanno portato un oggetto del proprio vissuto e condiviso le esperienze che vi si erano depositate. Ne è nato un processo di relazione in cui gli oggetti, testimoni discreti, hanno aperto varchi emotivi e narrativi inattesi, permettendo di far emergere una memoria collettiva che non aveva ancora trovato parole.

La mostra finale presenta disegni, schizzi e appunti raccolti durante il percorso: tracce di un lavoro che ha saputo far emergere memorie, creare relazioni e generare un tempo condiviso. La roba mostra come la forza individuale possa trovare radici nel comune e come ciò che ci appartiene davvero prenda forma quando siamo disposti ad ascoltare, evocare e stare insieme.

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Il progetto è parte di MiR – Musei in Rete, programma promosso da Fondazione MeNO per rafforzare la rete dei musei comunali siciliani. Un percorso che valorizza i piccoli musei come spazi di relazione e partecipazione, mettendo al centro il legame tra territorio e comunità. La residenza al Museo dell’Immaginario Verghiano si inserisce in questo quadro di collaborazione e rigenerazione culturale condivisa.

Collaboratrice al progetto:
Benedetta Addamo

Credit photo:
Benedetta Addamo
Gabriele Cafici
Gandolfo Gabriele David
Ludovica Fraschilla