Reti di Terra / Land nets

RETI DI TERRA, 2017

Tela misto-cotone altezza 200 cm, terra, colla, varie dimensioni.

Cotton-blend canvas height 200 cm, soil, glue, various sizes

foto A.Di Giugno

Reti di Terra è una produzione site specific realizzata all’interno della residenza presso HUPS-Punta Spalmatore (Ustica, Sicilia) curata da Chiara Donà Delle Rose e promossa dal Polo Museale Regionale, Palazzo Belmonte Riso. Le tele sono state realizzate a seguito di un intenso dialogo con la comunità dei pescatori di Ustica, la cui attività viene messa simbolicamente in parallelo con quella dei contadini che vivono sulla stessa isola. La raffigurazione della rete, realizzata con la terra del luogo, opera una sintesi fra due mondi e due modi di vivere che, a dispetto degli elementi così diversi (acqua e terra), si muovono con cadenze precise e analoghe, secondo una scansione ciclica del tempo e delle stagioni; un tempo “permanente” che muta lo spazio in un luogo del sacro, denso di forza arcaica. Nelle tele è proprio questa presenza, profondamente dinamica, che forma organismi e mondi, come se questi fossero visti dall’alto (le isole, i continenti, zolle di terra) oppure da vicino, quasi a livello molecolare, come ad esplorare un “tessuto connettivo” che tiene uniti comunità e territorio, esseri umani ed elementi della natura. I pattern diversi formano una geografia, un arcipelago di una terra immaginaria, dove le linee della rete sono in qualche modo le linee dei solchi necessari alla coltivazione, ma contratti in forme vive, mosse da guizzi vitali, figurazioni animiche captate attraverso un processo di imprinting fra tela e terra. Il setaccio delle reti-di-terra diventa così una pesca a grandi profondità, quella dell’inconscio, dove emergono esseri organici, anfibi, misteriosi e ambigui, esattamente come quelli che hanno trovato spazio nel mito, nei racconti tradizionali e nelle narrazioni fantastiche legate all’isola.
Reti di Terra (Land nets) is a site-specific production created within the residence at HUPS-Punta Spalmatore (Ustica, Sicily) curated by Chiara Donà Delle Rose and promoted by the Regional Museum Center, Palazzo Belmonte Riso. The paintings were made following an intense dialogue with the fishing community of Ustica, whose activity is symbolically put in parallel with that of the farmers of the same island. The representation of the net, an imprint made by local soil, offers a synthesis between two worlds and two ways of life. In spite of the different elements involved (water and earth) the two worlds move forward in sync, both respecting cyclical rituals over time and seasons.. This “permanent” time turns space into a sacred place, full of archaic force. In the canvases it is precisely this presence, profoundly dynamic, that forms organisms and worlds, as if these were seen from above (islands, continents, clods of earth) or closely, almost at the molecular level, as if exploring a connective tissue that keeps united community and territory, human beings and elements of nature. The different patterns form a geography, an archipelago of an imaginary land, where the lines of the web are in some way the lines of the furrows necessary for cultivation but turned into living forms, moved by vital flashes, spiritual figurations captured through a process of imprinting between canvas and soil. The sieve of the land-nets recalls deep-sea fishing, one of the unconscious, where organic, amphibious, mysterious and ambiguous beings emerge, exactly like those that have found space in myth, in traditional tales and in fantastic narrations related to the Ustica island.